Il Leonardo cobbler in due righe
Il Leonardo cobbler è lo shaker a tre pezzi da 500 ml della linea incisa a mano: corpo, colino integrato e tappo, con la linea affusolata di scuola giapponese e il motivo lavorato sull’acciaio pezzo per pezzo. È la misura da un drink singolo.
A chi serve
A chi prepara il cocktail lontano dalla postazione. Il cobbler è l’unico shaker autonomo delle tre famiglie, perché il filtro ce l’ha dentro: si può portare a un tavolo, su un carrello, in una sala, senza strainer e senza colini. Un cobbler inciso a mano è quel pezzo lì, nella versione che ha senso mostrare da vicino.
Perché la decorazione ha senso proprio su un cobbler
Perché è lo shaker che sta più a lungo in alto. Il Boston lo si tiene basso e lo si apre a colpi; il cobbler resta all’altezza della spalla per tutta l’agitazione, davanti al viso di chi prepara e davanti agli occhi di chi guarda. Il Leonardo cobbler è l’incisione messa dove viene effettivamente vista, e non su un attrezzo che passa la serata sotto il piano.


Specifiche
- Capienza: 500 ml
- Pezzi: 3, corpo, colino integrato e tappo
- Materiale: acciaio inox 18/10
- Lavorazione: incisione a mano, pezzo per pezzo
- Filtro: integrato sotto il tappo
Cinquecento millilitri, cioè un drink
È la misura del servizio singolo con ghiaccio abbondante: il liquido non arriva al bordo e i cubetti hanno spazio per muoversi, che è quello che raffredda. Per due drink insieme serve salire di capienza, e la famiglia offre formati più grandi. Su un pezzo da servizio in sala, però, il formato piccolo è quello giusto anche per un’altra ragione: pieno pesa meno, e il gesto davanti al cliente resta controllato.
Il tappo che si blocca, e il rimedio
È il difetto della famiglia cobbler e non dipende dalla qualità del pezzo: agitando, il liquido si raffredda, il metallo si contrae e il tappo si stringe sul colino. Non si strappa e non si fa leva. Si scalda per un attimo la parte alta con la mano, e cede. Sul Leonardo cobbler, che è un formato contenuto, succede meno che su un 90 cl, perché la massa fredda è minore.
Il colino integrato, e quando non basta
La griglia sotto il tappo ferma i cubetti e i pezzi grossi, ma ha fori più larghi di uno strainer a molla: su un drink con menta pestata, polpa o schegge di ghiaccio fine qualcosa passa. Chi vuole il bicchiere limpido tiene un colino a maglia fine sopra mentre versa. È la doppia filtrazione, e vale per qualunque cobbler.
Manutenzione
Tre pezzi separati, sapone neutro, asciugatura prima di rimontare: l’acqua chiusa fra colino e tappo è quello che lascia il segno nel tempo. Il fornitore riporta anche per questo pezzo l’avvertenza sulla placcatura, che però sulle linee incise non dovrebbe esserci: nel dubbio, lavaggio a mano.
Quanto shakerare un cobbler
Meno di una coppia di tin, perche’ la massa da raffreddare e’ minore e il metallo del cobbler e’ a contatto con il liquido su tre pezzi invece che su due. Il riferimento non e’ un tempo fisso ma la parete: quando l’esterno e’ talmente freddo da non riuscire a tenerci sopra la mano, il drink e’ pronto. Chi arriva dal Boston tende ad agitare troppo a lungo, e il cocktail esce annacquato senza che nessuno capisca perche’.
Domande frequenti
Quanto contiene il Leonardo cobbler? 500 ml, la misura da un cocktail con il suo ghiaccio.
Serve uno strainer? No, il colino è integrato. Per la filtrazione fine si aggiunge una maglia sopra il bicchiere.
L’incisione si consuma? No, è lavorata nel metallo e non è uno strato applicato.
Va in lavastoviglie? Il fornitore si contraddice fra le schede: meglio a mano.
Il Leonardo cobbler si può usare al tavolo? Sì, ed è il vantaggio della famiglia: non servono altri attrezzi per filtrare.
Per il confronto fra i cobbler c’è la guida agli shaker.























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