Il parisienne in acciaio inox in due righe
Il parisienne in acciaio inox 18/10 è il classico shaker a due pezzi, corpo e cappello, nella versione senza finiture: acciaio nudo, linea affusolata, due formati fra cui scegliere, 60 e 90 cl. È il modello base della famiglia, quello su cui si misurano tutti gli altri.
A chi serve
A chi vuole la forma vintage senza pagare una placcatura. L’acciaio nudo ha un vantaggio che nessuna finitura colorata ha: si può lavare come si vuole, anche in lavastoviglie, perché non c’è niente sopra che si possa rovinare. Per un banco che lavora molto e non ha tempo per i lavaggi delicati, è la scelta pratica.
Sessanta o novanta, come si sceglie
Sessanta centilitri sono la misura da un drink: il volume di lavoro basta per un cocktail con il suo ghiaccio, si raffredda in fretta e si tiene bene in una mano sola. Novanta centilitri servono per shakerare due drink insieme, che è quello che si fa quando la comanda arriva in coppia, e il tempo risparmiato su una serata è reale. Chi lavora da solo su una lista corta prende il piccolo; chi serve tavoli prende il grande. Il parisienne in acciaio inox esiste in entrambi, ed è la stessa forma in due taglie.


Specifiche
- Formati: 60 cl e 90 cl
- Pezzi: 2, corpo e cappello
- Materiale: acciaio inox 18/10
- Dimensioni: 11 x 11 x 23 cm
- Peso: 0,4 kg
- Filtro: assente, serve uno strainer
L’acciaio 18/10 e gli agrumi
Diciotto per cento di cromo e dieci di nichel: è la lega che resiste all’acidità del succo di limone e di lime, che è la sostanza più aggressiva che passa in uno shaker. Un acciaio di qualità inferiore, con meno cromo, si opacizza e prende macchie dopo qualche mese di sour; questo no. È il motivo per cui vale la pena guardare la lega e non solo la forma.
Prendi il parisienne in acciaio inox se
Se ti serve uno shaker che lavori tutti i giorni e vada in lavastoviglie senza pensieri, se preferisci l’acciaio a vista alle finiture colorate, se vuoi provare la famiglia prima di investire su un modello placcato. Se invece cerchi un pezzo da mostrare, le versioni con finitura opaca o colorata della stessa famiglia fanno un altro mestiere.
Perche’ il parisienne e’ tornato nelle liste
Per vent’anni la miscelazione e’ stata dominata dal Boston, che e’ piu’ veloce, e il parisienne era considerato un pezzo da collezione. Il ritorno del bere classico lo ha rimesso sul banco per una ragione pratica oltre che estetica: su un servizio in cui il drink si prepara davanti al cliente, la forma conta quanto la tecnica, e un cono d’acciaio che si chiude con un gesto morbido si guarda meglio di due tin sbattuti insieme. La velocita’ si perde di pochi secondi, il resto si guadagna.
Manutenzione
Nessuna precauzione particolare: acciaio nudo, quindi lavastoviglie ammessa. L’unica accortezza è asciugare per evitare gli aloni di calcare e controllare il bordo di accoppiamento, perché un’ammaccatura lì compromette la tenuta e si scopre solo shakerando.
Domande frequenti
Il parisienne in acciaio inox ha il colino? No, è uno shaker a due pezzi: serve uno strainer a parte.
Quale formato scegliere? 60 cl per un drink alla volta, 90 cl per shakerarne due insieme.
Si può lavare in lavastoviglie? Sì, è acciaio nudo senza placcature.
Che acciaio è? Inox 18/10, che regge bene l’acidità degli agrumi.
Quanto pesa? 0,4 kg secondo la scheda del fornitore, che però riporta un dato solo per entrambi i formati.
Per il confronto fra le famiglie di shaker c’è la guida agli shaker.









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