Lo strainer Hawthorne acciaio in due righe
È lo strainer Hawthorne acciaio, cioè lo stesso strumento del modello base costruito per reggere: acciaio inox, molla a 360 gradi che gira intorno al bordo, nessuna linguetta.
A chi serve
A chi lo usa davvero tanto. In un locale che fa cento drink agitati a sera il colino passa dalle mani, dal tin e dal lavello cento volte: è l’attrezzo con il ciclo di vita più corto della postazione, e la differenza fra un modello leggero e uno robusto si misura in mesi.
Un colino si giudica dopo tre mesi, non il primo giorno
La molla è la parte che cede: si allarga, perde tensione e comincia a lasciar passare i cubetti piccoli. Da quel momento il drink si sporca, e chi lo prepara spesso non se ne accorge perché il difetto arriva per gradi. Nello strainer Hawthorne acciaio il metallo è più generoso, e quella maggiore sezione è tutta la differenza: la molla mantiene la tensione più a lungo e il corpo non si piega quando lo si appoggia di forza sul tin.


Specifiche
- Materiale: acciaio inox
- Molla: a 360 gradi
- Costruzione: sezione più generosa del modello base
- Linguette: nessuna, si tiene con l’indice
- Uso: filtraggio dei drink agitati
Quanto pesa, e perché si sente
Un colino più massiccio resta appoggiato al tin invece di ballare quando si inclina, e questo su una versata lunga vuol dire una cosa sola: non serve correggere la presa a metà. Chi lavora in velocità lo nota il primo giorno, chi lavora con calma lo nota dopo un mese, quando si accorge di non aver mai dovuto ricentrare il filtro.
Il conto che conviene fare
Un colino leggero costa poco e va sostituito quando la molla cede; uno robusto costa qualcosa in più e dura molto di più. In una postazione che lavora tutte le sere il calcolo si chiude in fretta a favore del secondo, e c’è una voce che nel conto non compare ma pesa: i drink serviti con le schegge dentro nel periodo in cui il colino stava cedendo senza che nessuno se ne accorgesse. Sono quelli il costo vero di un filtro stanco.
Il gesto, e l’errore più comune
Il colino si appoggia con la molla verso l’interno del tin e l’indice preme sul corpo per regolare l’apertura: più si preme, più la maglia si stringe e meno passa. Chi versa senza premere lascia scendere le schegge, che diluiscono il drink oltre la ricetta. È l’errore che fa sembrare acquoso un cocktail costruito bene.
Manutenzione
Lavastoviglie ammessa, è acciaio inox nudo senza finiture da rovinare. Lo strainer Hawthorne acciaio va comunque sciacquato subito dopo i drink con albume o sciroppi densi, perché il residuo che secca fra le spire poi si toglie solo a mano. Ogni tanto si controlla la tensione della molla prendendola fra due dita.
Domande frequenti
Che differenza c’è con l’Hawthorne base? La costruzione: qui il metallo è più generoso e la molla tiene la tensione più a lungo.
Ha le linguette? No, si tiene con l’indice sul bordo del tin.
Va bene sul mixing glass? Sì, la molla a 360 gradi si adatta a diametri diversi.
Si può lavare in lavastoviglie? Sì, senza precauzioni.
Come capisco che è da sostituire? Quando la molla resta larga e i cubetti piccoli passano.
Lo strainer Hawthorne acciaio serve anche per il mescolato? Funziona, ma per il mixing glass il filtro giusto è il julep: entra nel bicchiere e non rimescola.
Il confronto fra i tre filtri sta nella categoria strainer.






















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