Lo strainer Hawthorn in due righe
È lo strainer Hawthorn nella versione essenziale: acciaio inox, molla che gira a 360 gradi intorno al bordo, nessuna linguetta. Si appoggia sulla bocca del tin e filtra.
A chi serve
A chiunque shakeri. È il colino che si mette sulla bocca del tin per versare il drink lasciando dentro il ghiaccio: senza, il cocktail arriva nel bicchiere con tutto quello che c’era nello shaker, cubetti compresi.
La molla è la parte che lavora
Girando a 360 gradi intorno al bordo si adatta a tin di diametro diverso e fa da barriera: trattiene i cubetti e lascia passare il liquido. È anche la parte che decide la vita dell’attrezzo, perché è quella che cede. Si allarga, perde tensione e comincia a lasciar passare i pezzi piccoli, e il difetto è graduale: chi lo usa spesso non se ne accorge, perché non c’è un giorno in cui smette di funzionare.


Specifiche
- Materiale: acciaio inox
- Molla: a 360 gradi
- Linguette: nessuna, si tiene con l’indice
- Uso: filtraggio dei drink agitati
- Compatibilità: tin e mixing glass di diametro diverso
Senza linguette, e perché non è un difetto
Le linguette servono ad appoggiare il colino sul bordo perché stia fermo da solo. Su questo modello non ci sono, quindi lo si tiene con l’indice premuto sul bordo: un gesto in meno da imparare e un pezzo in meno che si può piegare. In cambio, quando l’altra mano è occupata, va tenuto con attenzione. È la ragione per cui esistono anche le versioni con due o quattro linguette.
Quale filtro prendere, fra i tre
Sono tre e non si sostituiscono, perché cambia dove si appoggiano. Lo strainer Hawthorn sta sopra il tin e serve all’agitato. Il julep si appoggia dentro il mixing glass, sul ghiaccio, e serve al mescolato. Il passino a rete si tiene sopra il bicchiere in aggiunta a uno degli altri due, e ferma quello che passa comunque: schegge, polpa, semi. Una postazione che lavora sui classici li ha tutti e tre, e ognuno costa poco.
Dove si tiene durante il servizio
Appoggiato sul bancone accanto al tin, non dentro al pozzetto del ghiaccio e non nel lavello. Nel pozzetto raccoglie quello che ha filtrato e lo lascia nel ghiaccio; nel lavello sparisce sotto la schiuma e ci si accorge di averlo perso quando serve. Chi lavora ordinato gli dedica un punto fisso, come per il jigger, e da lì la mano lo trova senza guardare.
Il gesto, e l’errore più comune
Il colino va appoggiato con la molla verso l’interno del tin e l’indice preme sulla linguetta centrale per regolare l’apertura: premendo si stringe la maglia e passa meno, allentando passa di più. Chi versa senza premere lascia scendere le schegge di ghiaccio, che nel bicchiere si sciolgono in pochi secondi e diluiscono il drink oltre la ricetta. Su un cocktail servito senza ghiaccio la differenza si sente al secondo sorso.
Manutenzione
Acciaio inox nudo, quindi la lavastoviglie è ammessa senza precauzioni. Vale la pena sciacquarlo subito dopo i drink con zucchero o albume, perché il residuo secca fra le spire della molla ed è la parte più scomoda da pulire dopo. Il controllo periodico è sempre lo stesso: si prende la molla fra due dita e si verifica che sia ancora tesa contro il corpo.
Domande frequenti
Su che cosa si appoggia lo strainer Hawthorn? Sulla bocca del tin, con la molla rivolta verso l’interno.
Ha le linguette? No, si tiene con l’indice sul bordo: è la versione essenziale.
Lo strainer Hawthorn va bene anche per il mixing glass? Sì, la molla a 360 gradi si adatta a bocche di diametro diverso.
Va in lavastoviglie? Sì, lo strainer Hawthorn è acciaio inox senza placcature da rovinare.
Quando va sostituito? Quando la molla si allarga e comincia a lasciar passare i cubetti piccoli.
Basta lo strainer Hawthorn da solo? Per l’agitato sì. Per i drink con frutta o albume serve anche il passino a rete, tenuto sopra il bicchiere durante la versata.
Il confronto fra i tre filtri sta nella categoria strainer.

















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