Il julep strainer in due righe
È il julep strainer nella versione base, tutto in acciaio inox: un cucchiaio bombato e forato che non si appoggia sopra il bordo ma dentro il bicchiere, sul ghiaccio.
A chi serve
A chi mescola nel mixing glass. Si mette dentro, con la parte bombata rivolta verso il ghiaccio, e si tiene con il pollice mentre si versa: la mano regge il bicchiere e il colino insieme, in una presa sola.
È il colino nato per i drink girati
Quelli che devono restare limpidi. La superficie forata trattiene i cubetti senza agitare la miscela, e questo conta più di quanto sembri: un Negroni girato bene e filtrato male perde in mezzo secondo la limpidezza che gli è stata data in trenta. Con un filtro a molla, infilato sopra il bordo, il liquido attraversa una barriera irregolare e si muove; con il julep strainer scende sotto una superficie liscia e continua.


Il secondo uso, che non tutti conoscono
Funziona anche dentro un tin. Quando si è versato l’agitato e si vuole tenere il ghiaccio dentro per il drink successivo, oppure quando si travasa da un tin all’altro, il julep strainer fa da tappo forato senza dover cercare il colino a molla. Non sostituisce l’Hawthorne sull’agitato, perché non si adatta al bordo, ma nel travaso è più rapido.
Specifiche
- Materiale: acciaio inox
- Forma: coppa bombata e forata
- Uso principale: filtraggio dei drink mescolati
- Posizione: dentro il bicchiere, non sopra il bordo
- Lavaggio: in lavastoviglie
Perché sta dentro e non sopra
Perché il mixing glass non ha un bordo su cui una molla possa fare presa in modo stabile, e perché il ghiaccio del mescolato è in blocchi grandi che si fermano da soli contro una superficie curva. La coppa bombata appoggia sui cubetti e li tiene giù mentre il liquido scivola lungo la parete: il gesto è più fermo e la versata più controllata.
Il gesto, in tre movimenti
Si appoggia il julep strainer sul ghiaccio con la parte convessa in basso, si porta il pollice sul manico e si inclina il bicchiere tenendo entrambi con la stessa mano. Il liquido esce dal lato opposto al pollice. Se il colino balla, quasi sempre è perché è stato appoggiato sul liquido invece che sul ghiaccio: va spinto giù fino a sentire i cubetti.
Quando conviene il julep e quando no
Conviene su tutto quello che si gira: Negroni, Manhattan, Martini, Rob Roy, tutta la famiglia costruita con ingredienti limpidi. Non conviene su un agitato con frutta, perché la superficie forata ha maglie larghe e lascia passare la polpa: lì servono il colino a molla e, sopra il bicchiere, il passino a rete. La regola pratica è che il julep strainer si usa dove il ghiaccio è in cubetti grandi e il liquido è pulito.
Manutenzione
Acciaio inox nudo, quindi lavastoviglie senza problemi. I fori vanno controllati dopo i drink con zucchero, perché lo sciroppo che secca li restringe e la portata cala; un passaggio sotto l’acqua calda subito dopo il servizio risolve. Va riposto disteso e non in mezzo agli attrezzi pesanti, perché la coppa sottile si può deformare, e una coppa piegata non appoggia più bene sul ghiaccio.
Domande frequenti
Dove si appoggia il julep strainer? Dentro il bicchiere, sul ghiaccio, con la parte bombata in basso.
Serve anche per l’agitato? Nel travaso da un tin all’altro sì; per filtrare l’agitato nel bicchiere è meglio l’Hawthorne.
Perché non sostituisce il colino a molla? Perché non si adatta al bordo del tin: qui la tenuta la fa il ghiaccio.
Va in lavastoviglie? Sì, è acciaio inox nudo.
Come si tiene mentre si versa? Con il pollice sul manico, nella stessa mano che regge il bicchiere.
Il confronto fra i tre filtri sta nella categoria strainer.























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