Il bar spoon Drop in due righe
Il bar spoon Drop, che in italiano si chiama Goccia, è il cucchiaio da miscelazione da 40 centimetri con manico a spirale e linguetta finale in acciaio inox. Esiste in cinque finiture placcate: nero, argento, oro, rame e bronzo.
A chi serve
A chi vuole un cucchiaio unico per tutta la postazione. Quaranta centimetri arrivano al fondo di un tin da 28 once, di un mixing glass alto e di una caraffa, e restano usabili dentro un bicchiere da servizio: è la lunghezza che non obbliga a comprarne due.
Quaranta centimetri, la misura che copre tutto
La regola di scelta è sempre la stessa: il cucchiaio deve superare il bordo del contenitore più alto che si usa, perché sotto quella misura la presa scende vicino al liquido e la rotazione perde controllo. Trenta centimetri bastano per i bicchieri, quarantacinque servono solo per i contenitori più profondi. Il bar spoon Drop sta esattamente nel mezzo, ed è il motivo per cui è il modello che quasi tutti finiscono per tenere in mano più spesso.


Specifiche
- Lunghezza: 40 cm
- Materiale: acciaio inox
- Manico: a spirale
- Estremità opposta: linguetta finale
- Finiture: nero, argento, oro, rame, bronzo
La linguetta finale, e il suo mestiere
Serve a stratificare: si appoggia il dorso alla parete interna del bicchiere e ci si fa scivolare sopra il liquido, che si posa sullo strato sottostante invece di mescolarsi. È così che si costruiscono i drink a strati e i galleggianti di panna o di vino rosso. È anche il lato con cui si schiaccia una zolletta quando non si ha altro sottomano, anche se per quel lavoro un modello con il disco è più adatto.
Il nome, e perché confonde
In catalogo il prodotto compare come Goccia, mentre l’indirizzo della pagina lo chiama Drop: sono la stessa cosa, e il bar spoon Drop è il nome con cui il modello è conosciuto nella serie. Lo segnaliamo perché chi cerca uno dei due nomi deve poter trovare l’altro, e perché è una discordanza che stiamo sistemando.
La placcatura e il lavaggio
Le cinque finiture sono rivestimenti esterni, e i cicli industriali della lavastoviglie li opacizzano a chiazze in modo irreversibile: lavaggio a mano con sapone neutro e asciugatura immediata. Chi vuole un cucchiaio da buttare in macchina a fine turno sceglie un modello in acciaio nudo della stessa lunghezza, che costa anche meno.
Come si gira
Il gambo ruota fra pollice e indice mentre la coppa resta appoggiata alla parete del contenitore: si muove il cucchiaio, non il braccio, e il ghiaccio gira in blocco senza sbattere né scheggiarsi. Venti o trenta rotazioni bastano, e il riferimento non è il tempo ma la brina che si forma all’esterno: quando il vetro o il metallo sono opachi il drink è pronto.
Quante ne servono in postazione
Almeno due, e conviene che siano diverse. Il cucchiaio si sporca a ogni guarnizione presa e a ogni assaggio, e con uno solo si finisce per lavarlo di continuo o per usarlo sporco. Chi ha un bancone a vista tiene un bar spoon Drop placcato per i drink che prepara davanti al cliente e un modello in acciaio nudo per il lavoro di ritmo, che a fine turno finisce in lavastoviglie insieme a tutto il resto.
Domande frequenti
Quanto è lungo il bar spoon Drop? Quaranta centimetri, la misura che copre tutti i contenitori di una postazione.
Drop e Goccia sono lo stesso prodotto? Sì, è lo stesso modello con due nomi: stiamo uniformando la scheda.
In quante finiture esiste? Cinque: nero, argento, oro, rame e bronzo.
Va in lavastoviglie? No, la placcatura esterna si rovina: lavaggio a mano.
A cosa serve la linguetta? A stratificare, facendo scivolare il liquido lungo la parete del bicchiere.
Per il confronto fra i modelli c’è la guida ai bar spoon.





































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