Il Boston 28oz bilanciato in due righe
Il Boston 28oz bilanciato è il tin grande dello shaker americano, quello che contiene il drink e il ghiaccio: acciaio inox 18/10, fondo rinforzato, 184 grammi, 180 mm di altezza, 95 mm di diametro in bocca e 60 sul fondo. Si accoppia con un tin da 18 o 20 oz, oppure direttamente con un bicchiere rock.
A chi serve
A chi shakera per lavoro. È lo strumento base del bartending americano e il primo pezzo che si compra: costa poco, non ha parti che si rompono e dura più della carriera di chi lo usa. In un bancone che lavora se ne tengono tre o quattro, perché dopo ogni drink il tin va sciacquato e uno solo diventa il collo di bottiglia della serata.
Che cosa vuol dire bilanciato
Vuol dire che sul fondo c’è materiale in più, saldato al corpo. Sono due vantaggi in uno: il baricentro scende, quindi il tin appoggiato sul bancone sta in piedi da solo anche vuoto e non si rovescia se lo si urta; e durante la shakerata il peso in basso rende il movimento più stabile, perché la massa che stai facendo oscillare è concentrata dove la mano la controlla. La differenza rispetto a un tin non bilanciato non si vede: si sente al terzo drink di fila.


Specifiche
- Capienza: 28 oz
- Materiale: acciaio inox 18/10
- Fondo: rinforzato, bilanciato
- Peso: 184 g
- Altezza: 180 mm
- Diametro: 95 mm in bocca, 60 mm sul fondo
Con che cosa si accoppia
Con un tin da 20 oz o da 18 oz, che entra dentro in obliquo e chiude la cavità durante l’agitazione. Oppure con un bicchiere rock, che è l’accoppiata storica del Boston e quella che si vede nei banconi all’americana. Il Boston 28oz bilanciato è sempre il pezzo grande della coppia, cioè quello che sta sotto e riceve.
Perché non con il mixing glass
Il fornitore lo scrive e vale la pena spiegarlo: un tin d’acciaio che si incastra a colpi su un bicchiere in vetro lo scheggia sul bordo, e in un locale una scheggia che finisce nel drink non è un danno all’attrezzatura, è un problema con il cliente. Il mixing glass serve per mescolare, non per shakerare: si accoppia con un bar spoon e uno julep strainer, non con un tin.
Come si apre quando si incastra
La tenuta è data dal freddo, che contrae il metallo: dopo la shakerata i due tin sembrano saldati. Non si tira e non si torce. Si tiene la coppia con il punto di incastro rivolto verso di sé, si cerca con il pollice il punto in cui la parete del tin piccolo è più vicina, e si dà un colpo secco con il palmo dell’altra mano lì sopra: il tin si deforma di un niente e l’aria entra. È il gesto che distingue subito chi ha lavorato dietro un bancone da chi no.
Manutenzione del Boston 28oz bilanciato
Sciacquo subito dopo l’uso e asciugatura, perché l’acciaio inox non arrugginisce ma il calcare dell’acqua lascia aloni bianchi che sul lucido si vedono. Il fondo rinforzato è la parte che riceve i colpi sul bancone: va controllato una volta ogni tanto che non abbia preso ammaccature sul bordo, perché è lì che si gioca la tenuta con l’altro tin.
Domande frequenti
Il Boston 28oz bilanciato si usa da solo? No, è il pezzo grande di una coppia: serve un tin da 18 o 20 oz, oppure un bicchiere rock.
Che differenza c’è con il modello non bilanciato? Il fondo rinforzato, che aggiunge peso in basso: sta più stabile in piedi e nella shakerata.
Quanto pesa? 184 grammi, per 180 mm di altezza.
Si può usare con il mixing glass? No, il vetro si scheggia: il mixing glass si usa per mescolare, non per shakerare.
Il Boston 28oz bilanciato va in lavastoviglie? Sì, è acciaio inox non trattato: nessuna placcatura da proteggere.
Per il confronto fra Boston, cobbler e parisienne c’è la guida agli shaker.






















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