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Alchemy Mixing Tin Lumian in acciaio inox

Il prezzo originale era: 25,90 €.Il prezzo attuale è: 22,01 €. IVA escl.26,85  IVA incl.

L’Alchemy mixing tin è il bicchiere da miscelazione in acciaio inox, ricavato in un pezzo unico: niente parti da rompere, spessore che tiene il freddo e beccuccio bilanciato.

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L’Alchemy mixing tin in due righe

È l’Alchemy mixing tin in acciaio inox: un pezzo unico senza giunzioni, con lo spessore che mantiene la temperatura durante la miscelazione e il beccuccio che dà la versata.

A chi serve

A chi porta l’attrezzatura fuori dal locale. Catering, eventi, consulenze: sono le situazioni in cui un contenitore in vetro diventa un rischio calcolato a ogni spostamento, e in cui un pezzo di metallo risolve il problema alla radice.

Un pezzo unico, e perché conta

Non c’è niente di incollato, avvitato o saldato che si possa staccare: il contenitore è ricavato da un solo elemento, quindi non ha punti deboli strutturali e non ha interstizi in cui il liquido si possa fermare. È anche la ragione per cui si lava in pochi secondi e si asciuga subito, che in un servizio fuori sede, dove il lavaggio si fa in condizioni difficili, vale più di qualsiasi altra caratteristica.

alchemy mixing tin: mixing glass in vetro e mixing tin in acciaio a confronto
alchemy mixing tin: mixing glass in vetro e mixing tin in acciaio a confronto
Il vetro fa vedere il ghiaccio girare, l’acciaio a doppia parete tiene la temperatura. Capienza utile fra 60 e 86 cl.
Specifiche
  • Materiale: acciaio inox
  • Costruzione: pezzo unico
  • Beccuccio: bilanciato, per la versata
  • Uso: tecnica stir and strain

La tecnica, in tre passaggi

Ghiaccio fino a due terzi dell’altezza, ingredienti dopo, cucchiaio che ruota fra pollice e indice con la coppa appoggiata alla parete. Il segnale di fine lavoro è la condensa all’esterno: sull’acciaio arriva prima che sul vetro, perché il metallo conduce meglio, ed è il vantaggio di questo materiale tradotto in secondi.

Quello che si perde

La vista. Dentro un Alchemy mixing tin non si vede il ghiaccio girare, e chi lavora davanti al cliente rinuncia alla parte più spettacolare del mescolato. È una scelta che ha senso quando il bancone non è a vista, quando si lavora in velocità o quando ci si sposta; in un cocktail bar che fa del gesto una parte del servizio, il vetro resta la scelta.

Il freddo si sente in mano

Su un Alchemy mixing tin a parete singola il gelo passa al metallo e arriva alle dita, ed è un riferimento in più: quando la mano comincia a sentire freddo il liquido dentro è sceso di temperatura. Con i contenitori a doppia parete quel segnale non c’è, perché l’isolamento lo blocca, e ci si deve affidare al tempo. È uno dei motivi per cui chi impara il mescolato preferisce spesso una parete singola.

Che cosa portare con sé

Con un contenitore in acciaio serve un colino, perché il beccuccio dà il filo di versata ma non trattiene i cubetti: il julep si appoggia dentro sul ghiaccio ed è il compagno naturale di questo attrezzo. Poi il bar spoon da trenta centimetri e, se si prepara in batteria, un contenitore più capiente. Sono quattro pezzi che stanno in una borsa e coprono tutti i drink girati.

Manutenzione

Lavastoviglie ammessa. Asciugatura per evitare gli aloni di calcare, che sull’acciaio lucido si notano subito, e attenzione al bordo del beccuccio, che è la parte sottile e quella che si deforma se il pezzo cade da quel lato. Per il resto un pezzo unico in inox non chiede niente: è l’attrezzo più semplice da mantenere di tutta la categoria.

Domande frequenti

Perché un pezzo unico? Niente giunzioni significa niente punti deboli e nessun interstizio in cui il liquido si fermi.

Va bene per il servizio fuori sede? È il suo uso migliore: in borsa non si rompe.

Si vede il ghiaccio girare? No, ed è il compromesso dell’acciaio: si guadagna in isolamento e si perde la scena.

Serve il colino? Sì, il julep: il beccuccio dell’Alchemy mixing tin dà il filo di versata ma non trattiene i cubetti.

Va in lavastoviglie? Sì, ed è fra i pezzi più semplici da lavare della categoria.

Quanto ghiaccio ci va? Fino a due terzi dell’altezza, in cubetti grandi e asciutti.

Gli altri modelli, in vetro e in acciaio, stanno nella categoria mixing glass.

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