Il Pour Check in due righe
Il Pour Check è lo strumento con cui si misura quanto si è precisi versando a mano libera con metal pourer e speed bottle: graduato in once e millilitri, con lettura al quarto d’oncia e tolleranze all’ottavo, fino a 3 once di capienza.
A chi serve
A chi gestisce un bancone dove si versa senza dosatore. Il free pouring è una tecnica seria, veloce e spettacolare, ma è anche l’unica in cui l’errore non lascia traccia: nessuno si accorge di un drink più forte del dovuto finché non si guardano i conti del magazzino a fine mese.
Il conteggio va tarato, non imparato una volta
Chi versa a mano libera conta, di solito quattro tempi per un’oncia e mezza. Il problema è che il conto dipende dal beccuccio, dalla densità del liquido e da quanto è piena la bottiglia: lo stesso conteggio su una bottiglia nuova e su una a metà dà due dosi diverse. Il Pour Check serve a ritarare quel conto ogni volta che cambia qualcosa nella dotazione, ed è per questo che sta in un bancone professionale e non solo in una scuola.
Specifiche
- Capienza massima: 3 oz, cioè 90 ml
- Graduazione: al quarto d’oncia, in once e millilitri
- Tolleranze: segnate all’ottavo d’oncia
- Materiale: policarbonato
- Peso: 0,06 kg
- Dimensioni: 15 x 18 x 11 cm
Come si fa una verifica seria
Con l’acqua, non con il distillato, e su almeno dieci versate. Si guarda la media, che dice se il conteggio è tarato, e la dispersione, che dice se la mano è costante: sono due difetti diversi e si correggono in modi diversi. Una media sbagliata si sistema cambiando il conto, una dispersione alta si sistema solo ripetendo il gesto finché non si stabilizza.
Che cosa cambia con l’altro Pour Check in catalogo
Le specifiche dichiarate dal fornitore sono le stesse: stessa capienza, stessa graduazione, stesso materiale. Cambiano il produttore e il prezzo, e le dimensioni d’ingombro dichiarate. Lo scriviamo perché è quello che un cliente vede confrontando le due schede, e finché il fornitore non chiarisce la differenza non abbiamo un motivo tecnico da dare per preferire l’uno all’altro.
Il policarbonato regge le cadute
È il materiale giusto per uno strumento che passa di mano in mano durante una sessione di allenamento: non si scheggia e non manda frammenti nel liquido. Si riga però con il tempo, e le rigature rendono le tacche meno leggibili, quindi va lavato con una spugna morbida e mai con l’abrasivo.
Free pouring e jigger non sono in concorrenza
Quasi tutti i banconi usano tutti e due: il versamento libero sui long drink e sulle basi lunghe, dove un errore di due millilitri sparisce, e il dosatore sulle ricette costruite, dove lo stesso errore si sente. Il Pour Check serve a sapere dove passa quel confine nel proprio caso, cioe’ quanto si e’ precisi davvero: chi sta dentro l’ottavo d’oncia puo’ versare libero su molte piu’ cose di chi oscilla del doppio.
Il policarbonato invecchia, il numero no
Uno strumento di verifica ha un compito solo, dire la verita’ sul dosaggio, e lo fa finche’ le tacche restano leggibili. Vale quindi la pena tenerlo lontano dagli abrasivi e dai coltelli, e sostituirlo quando la graduazione diventa difficile da leggere in controluce: un tester consumato che si legge male e’ peggio di nessun tester, perche’ da’ una risposta di cui ci si fida senza motivo.
Domande frequenti
Quanto contiene il Pour Check? Fino a 3 once, cioè 90 millilitri.
Come è graduato? Al quarto d’oncia, con tolleranze all’ottavo, in once e in millilitri.
Con che liquido si prova? Con l’acqua: la verifica non deve costare distillato.
Che differenza c’è con l’altro modello in catalogo? Le specifiche dichiarate coincidono: cambiano produttore, ingombro e prezzo.
Di che materiale è? Policarbonato, resistente agli urti.
Per gli altri strumenti del dosaggio c’è la guida ai jigger.





















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