La boccetta contagocce ambra in due righe
La boccetta contagocce ambra è il flacone da 50 millilitri in vetro borosilicato 3.3, con il tappo a vite che porta la pipetta graduata. Il vetro scuro tiene fuori la luce, la pipetta dosa a gocce e la graduazione permette di leggere quanti millilitri si stanno prelevando.
A chi serve
A chi si fa i preparati in casa e vuole ritrovarli uguali fra tre settimane. Tinture, estratti, soluzioni saline, acido citrico in soluzione: sono ingredienti che si preparano una volta e si usano a gocce per settimane, e in quelle settimane il nemico non è l’aria, è la luce. Una boccetta contagocce ambra sul bancone risolve il problema senza togliere l’ingrediente dalla postazione.
Perché il vetro scuro, e non uno trasparente
Perché gli oli essenziali e gli estratti aromatici si degradano alla luce visibile e ultravioletta molto prima che all’ossigeno. Una tintura di cardamomo lasciata su un ripiano illuminato perde la punta aromatica in pochi giorni e resta l’amaro; nella stessa posizione, dentro una boccetta contagocce ambra, regge per mesi. È l’unico motivo per cui la farmaceutica usa il vetro scuro da due secoli, ed è lo stesso identico problema.


Specifiche
- Capacità: 50 ml
- Vetro: borosilicato 3.3
- Colore: ambra
- Chiusura: tappo a vite con pipetta
- Pipetta: graduata
- Dosaggio: a gocce, con lettura in millilitri
Che cosa vuol dire borosilicato 3.3
È il vetro da laboratorio, e il numero è il suo coefficiente di dilatazione termica: 3,3 milionesimi per grado, contro circa 9 di un vetro comune. Vuol dire che si dilata poco quando cambia temperatura, quindi non si crepa se ci si versa dentro uno sciroppo ancora tiepido o se lo si sciacqua con acqua bollente dopo averlo tenuto in frigorifero. Vuol dire anche che è chimicamente inerte: gli acidi degli agrumi e gli oli essenziali non lo attaccano e non lasciano il sapore del preparato precedente.
La graduazione della pipetta cambia il modo di scrivere le ricette
Senza graduazione una ricetta si scrive “quattro gocce”, e quattro gocce dipendono da quanto si stringe il bulbo. Con la graduazione si scrive un numero di millilitri e si legge sul vetro, così la stessa preparazione viene uguale a chiunque la faccia. Su una soluzione salina o su un acido, dove mezzo millilitro sposta il gusto di tutto il drink, è la differenza fra una ricetta e un’approssimazione.
La goccia e il dash non sono la stessa cosa
La pipetta preleva e rilascia dove la punti, quindi lavora bene sopra il bicchiere già montato: una goccia di tintura sulla schiuma, un tocco di salino sul finito. Il dosatore a dash, invece, lancia la sua dose dentro il tin insieme al resto e conta nella ricetta prima della shakerata. Sono due gesti diversi in due momenti diversi, e un bancone che lavora sui bitter fatti in casa di solito tiene tutti e due.
Manutenzione
Lavaggio a mano con acqua tiepida e risciacquo lungo prima di cambiare preparato. La pipetta si smonta e si sciacqua a parte, perché è il punto in cui il liquido si secca e lascia residuo. Il bulbo in gomma va tenuto lontano dai solventi e non va lasciato in ammollo: è l’unica parte della boccetta contagocce ambra che ha una vita più corta del vetro.
Domande frequenti
Quanto contiene la boccetta contagocce ambra? 50 millilitri.
La pipetta è graduata? Sì, si legge il prelievo in millilitri invece di contare le gocce a occhio.
Si può versare dentro un liquido caldo? Sì, entro i limiti del buon senso: il borosilicato 3.3 regge lo sbalzo termico molto meglio del vetro comune.
Perché il vetro ambra e non trasparente? Perché la luce spegne gli aromi degli estratti: il vetro scuro è la protezione più semplice che esista.
Va in lavastoviglie? Il vetro sì, ma la pipetta con il bulbo in gomma va lavata a mano.
Serve per l’angostura? Funziona, ma per i bitter commerciali il gesto naturale è il dash: lì conviene una bottiglia con il dosatore.
Le altre boccette stanno nella categoria bitter bottle e vaporizzatori.













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