Il plastic pour in due righe
È il plastic pour in confezione da dodici: un dosatore in plastica che trova il suo uso naturale sulle bottiglie da flair, cioè su quelle che vengono lanciate.
A chi serve
A chi si allena nel bar acrobatico. In allenamento le bottiglie cadono, e con loro cade quello che hanno sopra: un versatore in metallo si piega al primo impatto, uno in plastica costa una frazione e si sostituisce senza pensarci.
Va detto chiaramente: non è un dosatore di precisione
Anche usato correttamente, un plastic pour non permette di versare una quantità estremamente precisa. La parete interna non ha la regolarità di un beccuccio in metallo o in policarbonato lavorato, quindi la portata varia e il conteggio non torna. Per questo si usa in allenamento e nelle competizioni di flair, dove quello che conta è il gesto, e non in servizio, dove quello che conta è la dose.


Specifiche
- Materiale: plastica
- Uso: bottiglie da flair, allenamento e gare
- Confezione: 12 pezzi
- Ingombro: 10 x 16 x 3 cm la scatola
- Peso: 0,1 kg
Perché in allenamento serve comunque un versatore
Perché cambia il peso e cambia l’equilibrio della bottiglia. Una bottiglia con il beccuccio inserito ruota in modo diverso da una nuda, e chi si allena senza si ritrova con movimenti che non funzionano quando arriva la gara. Il plastic pour serve proprio a questo: riprodurre la condizione reale a costo quasi nullo e senza rischiare i versatori buoni.
Dodici pezzi, e perché sono pochi
Chi si allena tutti i giorni ne consuma. Si graffiano, si deformano con gli urti e ogni tanto si spaccano nel punto in cui la bottiglia atterra: sono materiale di consumo, come i sacchetti per il sottovuoto o le cannucce. Una confezione da dodici copre un periodo di allenamento serio, non una stagione intera.
Con che cosa si allena chi comincia
Con bottiglie da flair vuote o riempite d’acqua fino a un terzo, il plastic pour inserito e un tappeto sotto. L’acqua serve perché una bottiglia vuota ruota troppo in fretta e insegna il gesto sbagliato; un terzo di riempimento è la condizione più vicina a quella di servizio. Il versatore inserito completa il quadro, perché sposta il baricentro verso l’alto ed è quello che decide quanti giri fa la bottiglia prima di tornare in mano.
La differenza con i versatori da servizio
Sta tutta nello scopo. Un versatore da servizio è uno strumento di misura, quindi si giudica sulla costanza della portata e sulla tenuta della gomma. Un plastic pour è un pezzo sacrificabile che deve solo stare al suo posto mentre la bottiglia vola: si giudica su quanto costa e su quanto è facile sostituirlo. Confonderli è l’errore che porta a versare storto in servizio senza capire perché.
Manutenzione
Sciacquo dopo l’uso, come per qualsiasi cosa entri nel collo di una bottiglia, e sostituzione appena compaiono crepe. In allenamento si usa spesso acqua colorata invece di distillato, e in quel caso basta il risciacquo; se si allena con liquido zuccherino vale la regola generale, cioè ammollo in acqua calda perché il residuo secca dentro.
Domande frequenti
Il plastic pour è preciso? No, e non è pensato per esserlo: serve all’allenamento e alle gare di flair.
Quanti pezzi ci sono? Dodici per confezione.
Si può usare in servizio? Meglio di no: la portata non è costante e il conteggio non torna.
Perché non allenarsi senza versatore? Perché cambia il peso e l’equilibrio della bottiglia, quindi il gesto imparato non si trasferisce.
Quanto durano? Sono materiale di consumo: si sostituiscono appena si deformano o si crepano.
Gli altri versatori stanno nella categoria metal pour e plastic pour.









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