La bottiglia Yarai in due righe
È la bottiglia Yarai da 200 millilitri in vetro, con tappo e con gli intagli incrociati della lavorazione vintage: una bottiglia da preparazione che sta in vista.
A chi serve
A chi tiene le proprie preparazioni sul bancone e le usa regolarmente. È il formato di mezzo, quello che sta fra la bottiglietta da infuso e la caraffa da distillato.
Gli intagli non sono solo decorazione
La lavorazione Yarai è una griglia di incisioni incrociate che formano facce piramidali, la stessa che si trova sui mixing glass della tradizione giapponese. Rimanda la luce in più direzioni, quindi una bottiglia Yarai su una mensola illuminata si vede da lontano; e dà presa alla mano bagnata, che su un pezzo che si prende decine di volte durante un servizio conta quanto l’aspetto.


Specifiche
- Capacità: 200 ml
- Materiale: vetro
- Decorazione: intagli in stile vintage
- Dotazione: tappo
Duecento millilitri, e per che cosa
Per i bitter fatti in casa e le preparazioni che si usano regolarmente ma a piccole dosi. Cento millilitri finiscono in fretta se il prodotto entra in tre drink della lista; mezzo litro resta aperto troppo a lungo su un prodotto che si dosa a gocce. Duecento è la misura che copre qualche settimana di servizio su un bitter, che è esattamente la sua vita utile.
Un tappo, non un dosatore
Va detto prima perché è la differenza che conta all’uso: per il dosaggio a gocce serve una boccetta con dripper, mentre questa ha un tappo. Con la bottiglia Yarai si versa, e la dose la fa la mano. Su un bitter usato a gocce nel drink conviene tenerne una piccola con contagocce per il servizio e questa come contenitore da cui rabboccarla.
Il valore di tenerle in vista
Una preparazione fatta in casa che sta nascosta sotto il bancone è indistinguibile da un prodotto comprato, e il lavoro che c’è dietro non lo vede nessuno. Su una mensola illuminata, con l’etichetta scritta a mano, la stessa preparazione diventa parte di quello che il locale racconta. È il motivo per cui una bottiglia lavorata costa più di una liscia e viene comprata comunque.
L’etichetta su una superficie intagliata
È l’unico limite pratico degli intagli: un nastro adesivo su una superficie a facce non tiene, si solleva agli angoli. Le soluzioni che funzionano sono due, un cartellino legato al collo con uno spago o un’etichetta sul tappo, e la seconda ha il vantaggio di leggersi dall’alto quando le bottiglie sono in fila.
Manutenzione
Lavaggio a mano e asciugatura, con attenzione agli intagli, dove l’acqua resta e lascia il segno del calcare. Uno scovolino per l’interno quando si cambia preparazione, perché un residuo secco sul fondo di una bottiglia lavorata non si vede attraverso le facce.
Che cosa si prepara e ci si mette dentro
Bitter aromatici fatti in casa, tinture di spezie, cordiali concentrati, sciroppi speziati. Sono preparazioni che si usano a dosi piccole ma con continuità, e che vale la pena tenere in vista: una bottiglia Yarai su una mensola dice che quel bitter è stato fatto lì, cosa che una bottiglietta anonima non dice. Il criterio per riempirla è quello: dentro va quello che si racconta.
Domande frequenti
Quanto contiene la bottiglia Yarai? Duecento millilitri.
Che cos’è la lavorazione Yarai? Una griglia di intagli incrociati che formano facce piramidali, come sui mixing glass giapponesi.
Ha il dosatore? No, ha un tappo: per le gocce serve una boccetta con dripper.
Per che cosa si usa? Per bitter e preparazioni fatte in casa che si usano regolarmente.
Come si etichetta? Con un cartellino al collo o un’etichetta sul tappo: sugli intagli il nastro non tiene.
Come si lava? A mano, con lo scovolino dentro e asciugando gli intagli per evitare il calcare.
Le altre bottiglie stanno nella categoria bottiglie e dispenser.






















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