Bar service in gomma da 45 x 30 cm, bordo rialzato su tutti e quattro i lati e superficie a rilievo. Pesa 0,9 kg, e il peso è quello che lo tiene fermo quando ci appoggi sopra un tin pieno.
A chi serve
A chi prepara sempre nello stesso punto del bancone e si ritrova quel punto bagnato. È un quadrato di lavoro, non una striscia di appoggio: ci stanno sopra shaker, jigger e bottiglia mentre versi, e resta spazio per filtrare.
Serve soprattutto a chi tiene una postazione sola e ci lavora tutta la sera. Chi ha due o tre bartender in linea di solito ha già il mat lungo sul fronte, e questo si aggiunge nel punto dove si shakera davvero.
Il bar service è un quadrato, non una striscia
La differenza rispetto a un bar mat lungo e stretto sta nella forma, e la forma segue l’uso.
Il mat da 60 o 70 cm serve a coprire il fronte, dove appoggi i bicchieri in fila prima di servirli: è lungo perché la fila è lunga, ed è stretto perché un bicchiere occupa poco. Questo è più corto e più profondo perché copre l’area dove la mano va avanti e indietro fra il ghiaccio, il tin e la bottiglia.
I trenta centimetri di profondità sono la misura che permette di posare il tin pieno e il mixing glass affiancati senza che uno dei due finisca fuori, sul legno. Su una striscia da dieci non ci stanno tutti e due, e quello che esce dal bordo è esattamente il punto che poi asciughi col panno.
Dietro al bancone
Il principio è quello di sempre: la superficie a rilievo tiene gli oggetti sopra e il liquido sotto.
Quello che cambia in servizio è che la goccia caduta non si allarga sul bancone. Resta dov’è, scende fra i rilievi e si raccoglie nella parte inferiore. Il piano resta asciutto anche dopo venti preparazioni, e il panno serve a fine turno invece che ogni cinque minuti.
Il bordo rialzato lavora sullo stesso principio ma sui versamenti più grossi: se scappa mezzo jigger, il liquido resta dentro il perimetro invece di arrivare al bordo del bancone e finire sui piedi di chi è seduto.
E poi c’è il rumore, che nessuno mette nelle specifiche. La gomma sotto il tin toglie il colpo metallico a ogni appoggio. Durante il pienone quel suono si ripete un centinaio di volte, e chi è seduto al bancone lo sente tutto.
Specifiche
- Dimensioni: 45 x 30 cm
- Materiale: gomma
- Peso: 0,9 kg
- Spessore: circa 2 cm con l’imballo
- Bordo: rialzato sui quattro lati
- Marchio: The Bars
Dove si mette
Nel punto in cui shakeri, non al centro del bancone per simmetria. Si trova guardando dove il piano è più segnato: quello è il punto dove finiscono le gocce, e il bar service va lì.
Chi lavora con la vasca del ghiaccio al centro lo mette fra la vasca e il fronte, così il percorso ghiaccio, tin, bicchiere resta tutto sopra la gomma. Chi versa da fermo lo tiene davanti alla bottigliera.
Questo o un bar mat lungo
Dipende da cosa devi proteggere, e le due cose non si escludono.
Se il problema è la zona di preparazione, questo formato la copre tutta. Se il problema è la fila di bicchieri sul fronte, serve lunghezza: guarda il bar mat 60×20, il 70×10, o tutti i bar mat a catalogo.
Nei locali dove si lavora bene ci sono tutti e due, e fanno due mestieri diversi.
Manutenzione
Va sollevato e sciacquato sotto, non solo passato sopra.
Il liquido si raccoglie nella parte inferiore, ed è lì che restando comincia a odorare. È il difetto che fa buttare i bar service dopo una stagione, e non dipende dalla gomma: dipende da quante volte lo si è girato.
Un risciacquo a fine servizio e un’asciugatura all’aria bastano. Non va lasciato piegato ad asciugare, perché la piega prende la forma e poi il tappeto non appoggia più piatto. E se è caduto sciroppo o zucchero, si sciacqua subito invece che a fine turno: da secco, fra un rilievo e l’altro, si toglie solo con la spazzola.























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