La bottiglietta contagocce in due righe
È la bottiglietta contagocce graduata da 100 millilitri: il contenitore delle preparazioni che si dosano a gocce, con la scala stampata sul corpo per misurare quello che si preleva.
A chi serve
A chi usa ingredienti che si contano e non si versano. Bitter concentrati, soluzioni saline, soluzioni acide, tinture ed estratti: sono tutte cose che in un drink entrano in quantità piccolissime e che sbagliate di poco cambiano il risultato in modo evidente.
Perché a gocce, e perché serve la scala
Una soluzione salina al venti per cento entra in un drink con tre o quattro gocce: due in più e il cocktail sa di sale, due in meno e non succede niente. A quelle quantità il jigger non serve, perché la sua unità più piccola è dieci volte la dose. Il contagocce risolve il problema del prelievo, la scala risolve quello della ripetibilità: sapere che una preparazione è calata di cinque millilitri in una settimana dice quanto se ne sta usando, e permette di rifare domani lo stesso drink di stasera.


Specifiche
- Capienza: 100 ml
- Graduazione: scala sul corpo
- Dotazione: pipetta contagocce
- Uso: bitter, tinture, soluzioni saline e acide
Che cosa ci si mette dentro
Le soluzioni che si preparano in casa e si usano a gocce. La salina, che è acqua e sale in proporzione fissa e serve ad aumentare la percezione degli altri sapori invece che a salare. La soluzione acida, che porta acidità dove non si vuole aggiungere volume di agrume. Le tinture, cioè estratti alcolici di spezie o erbe, che danno profumo senza toccare la struttura del drink. E i bitter fatti in casa, che sono la stessa cosa con più ingredienti.
Cento millilitri sono la misura giusta
Perché una preparazione che si usa a gocce dura settimane, e un formato più grande vuol dire tenere in giro per mesi un liquido che a ogni apertura prende aria. Con cento millilitri si prepara poco e spesso, che è il modo in cui queste soluzioni restano buone. Chi ne usa diverse tiene in fila quattro o cinque bottigliette contagocce identiche sul ripiano della postazione, tutte etichettate, e questo è anche il motivo per cui le etichette qui contano più che altrove: due liquidi trasparenti sono indistinguibili.
Quante gocce fanno una dose
Dipende dalla pipetta e dalla densità del liquido, quindi non esiste un numero valido per tutti: una goccia di soluzione acquosa sta intorno ai cinque centesimi di millilitro, una di tintura alcolica è più piccola perché l’alcol ha meno tensione superficiale. La conseguenza pratica è che il conteggio va tarato una volta sulla propria bottiglietta contagocce, contando quante gocce servono per riempire un millilitro sulla scala, e poi scritto sull’etichetta insieme al contenuto. Da quel momento la ricetta si scrive in gocce e la rifà chiunque.
Manutenzione
La pipetta va sciacquata dopo ogni cambio di contenuto e non solo quando la bottiglietta si svuota: il gommino in cima trattiene il liquido e porta il profumo della tintura precedente in quella nuova. Lavaggio a mano con acqua calda, risciacquo abbondante, asciugatura completa prima di riempire. Se una preparazione è molto colorata conviene dedicarle una bottiglietta contagocce fissa invece di alternare i contenuti.
Domande frequenti
Quanto contiene la bottiglietta contagocce? Cento millilitri, con la scala graduata sul corpo.
A cosa serve la graduazione? A sapere quanto si è prelevato, quindi a rendere ripetibile la dose da una sera all’altra.
Va bene per i bitter? Sì, è l’uso più comune insieme alle soluzioni saline e acide.
Si può usare per gli sciroppi? Solo per i più fluidi: uno sciroppo denso non sale bene nella pipetta.
Come si lava? A mano, con acqua calda, curando soprattutto la pipetta e il suo gommino.
Gli altri contenitori per il dosaggio stanno nella categoria speed bottle.























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