Il bicchiere assenzio Lyonnaise in due righe
È il bicchiere assenzio Lyonnaise in vetro decorato, capienza 23 centilitri e altezza 16, di origine francese: il formato largo del servizio dell’assenzio, quello che regge la diluizione fino a cinque parti d’acqua.
A chi serve
A chi ha l’assenzio in menu e vuole servirlo come si serve. Un distillato che si beve diluito ha bisogno di un bicchiere costruito su quel volume: servito in un tumbler qualsiasi resta un liquido verde in un bicchiere sbagliato, e metà del motivo per cui il cliente lo ordina se ne va.
Perché la capienza è la caratteristica principale
Perché l’assenzio si beve con da tre a cinque parti d’acqua fredda per una di distillato. Partendo da una dose di 3 centilitri si arriva fra i 12 e i 18 centilitri di liquido, a cui va aggiunto lo spazio che serve per non riempire fino all’orlo. Ventitré centilitri coprono anche la diluizione più lunga, che è quella da aperitivo, e questo è il motivo per cui un bicchiere assenzio Lyonnaise si sceglie sulla capienza prima che sulla forma.


Specifiche
- Capienza: 23 cl
- Altezza: 16 cm
- Materiale: vetro decorato
- Paese di origine: Francia
- Peso: 0,3 kg
Come si serve, passo per passo
Si versa il distillato sul fondo, due o tre centilitri. Si aggiunge acqua ghiacciata a filo sottile, girando appena il polso perché scenda lungo la parete: da tre a cinque volte il volume del distillato, e la si versa lentamente, perché è la lentezza a formare l’emulsione. Il liquido si vela, ed è il segnale che il lavoro è fatto. Lo zucchero non è obbligatorio: si aggiunge solo se il distillato è particolarmente amaro, sciogliendolo nell’acqua mentre scende.
Che cos’è il velo che si forma
Gli oli essenziali di anice, finocchio e assenzio sono solubili nell’alcol ma non nell’acqua. Finché il distillato è a gradazione piena restano in soluzione e il liquido è limpido; quando l’acqua abbassa la gradazione escono dalla soluzione e formano una emulsione finissima, che diffonde la luce e rende il liquido opalescente. Non è un difetto e non è teatro: è il segno che gli aromi si sono liberati, ed è il motivo per cui l’assenzio liscio sa di meno.
Il servizio al tavolo, e perché conviene farlo davanti al cliente
Perché il velo che si forma è la parte che si guarda. Portare al tavolo il bicchiere assenzio Lyonnaise con il distillato già dentro e una caraffa di acqua ghiacciata accanto trasforma un ordine in due minuti di attenzione, e sposta la percezione del prezzo più di qualsiasi descrizione sul menu. Chi lo fa tiene l’acqua molto fredda, con qualche cubetto in caraffa ma senza versarli nel bicchiere, e lascia che sia il cliente a fermarsi quando il colore gli piace.
Manutenzione
Vetro decorato, quindi il rilievo trattiene i residui zuccherini se si serve con zucchero: sciacquo subito dopo l’uso, prima che secchino. Lavaggio delicato e asciugatura con un panno che non lascia pelucchi, perché su un bicchiere che si guarda mentre si vela ogni alone si vede. In lavastoviglie va caricato distanziato dagli altri pezzi.
Domande frequenti
Quanto contiene il bicchiere assenzio Lyonnaise? Ventitré centilitri, con un’altezza di 16 centimetri.
Quanta acqua si aggiunge? Da tre a cinque parti per una di distillato, versata fredda e lentamente.
Perché il liquido diventa torbido? Gli oli d’anice non sono solubili in acqua: quando la gradazione cala escono dalla soluzione e velano il drink.
Serve lo zucchero? No, è facoltativo: si usa solo se il distillato risulta troppo amaro.
Da dove viene? Dalla Francia, che è il paese in cui questo servizio è nato.
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