Viaggio di Spirito Vol. 2 in due righe
Viaggio di Spirito Vol. 2, sottotitolo Dagli Osti ai Mixologist, è il seguito del primo volume sulla storia dell’alcol e racconta in 277 pagine la nascita e l’evoluzione del cocktail, dai primi banconi fino alla miscelazione di oggi. Lo firmano Jared Brown e Anistatia Miller.
A chi serve
A chi dietro al bancone vuole sapere perché prepara quello che prepara. Un classico senza contesto è una lista di dosi da imparare a memoria; con il contesto diventa una scelta che si può discutere, cambiare e spiegare a un cliente. È la differenza fra eseguire una ricetta e conoscere il mestiere.
Che cosa c’è dentro
Il libro non salta i passaggi. Ci sono la scoperta dei grandi hotel e il ruolo che hanno avuto nel definire il servizio, le figure di Jerry Thomas, Harry Johnson e William Schmidt, la nascita dei giardini della birra e l’evoluzione tecnica della miscelazione. Ci sono gli eventi che hanno fatto da sfondo, dall’Illuminismo alle scoperte scientifiche alle invenzioni che hanno cambiato il modo di servire da bere. Ci sono infine i movimenti conservatori che hanno portato al Proibizionismo.
Poi la parte che i barman leggono per prima: le intuizioni di Trader Vic e Don the Beachcomber, la nascita del tiki, e la storia di drink come il Moscow Mule, il Bloody Mary, il Daiquiri, la Piña Colada, il Martini, il Vesper, il Turf, il Tuxedo, il Bijou e il Pisco Punch.
La scheda del libro
- Autori: Jared Brown e Anistatia Miller
- Pagine: 277
- Edizione italiana: 2016
- Formato: 13 x 21 x 3 cm
- Peso: 0,35 kg
Perché è il volume due
Il primo libro dei due autori affrontava la storia dell’alcol, cioè la materia prima: come si è imparato a distillare, dove e quando. Viaggio di Spirito Vol. 2 riparte da lì e passa a quello che con quella materia prima si è cominciato a fare al bancone. Si può leggere da solo senza problemi, perché il taglio è narrativo e ogni capitolo si regge, ma chi ha letto il primo trova qui il seguito naturale del discorso.
Prendi Viaggio di Spirito Vol. 2 se
Se stai costruendo una lista di classici e vuoi sapere da dove vengono, se ti trovi a raccontare i drink ai clienti e ti mancano le storie, se prepari un concorso o un esame di settore dove la parte storica pesa. È anche il libro giusto da tenere in una sala di formazione, perché risponde alle domande che i corsi tecnici non hanno tempo di affrontare.
Come si legge
Non è un ricettario e non va cercato come tale: la struttura è quella di un racconto continuo, con i drink che compaiono dentro la vicenda che li ha generati. Duecentosettantasette pagine in formato tascabile si affrontano bene in ordine, un capitolo alla volta, ed è una lettura che regge anche mezz’ora prima del turno. Chi cerca invece dosi e tecniche trova nel catalogo i manuali operativi, che sono un’altra cosa.
Domande frequenti
Serve aver letto il primo volume? No, Viaggio di Spirito Vol. 2 si regge da solo: il primo tratta la storia dell’alcol, questo quella del cocktail.
È un ricettario? No, è un libro di storia della miscelazione: i drink compaiono dentro il racconto.
Quante pagine ha? 277, in formato 13 x 21 cm.
Chi lo ha scritto? Jared Brown e Anistatia Miller, gli stessi autori del primo volume.
È in italiano? Sì, è l’edizione italiana del 2016, tradotta e stampata per il mercato italiano.
Va bene per chi comincia? Sì, non dà per scontata nessuna conoscenza tecnica: racconta, e le competenze arrivano di conseguenza.
Per gli altri titoli c’è la guida ai libri sui cocktail.












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