Sherry in due righe
Sherry è la guida completa al vino fortificato prodotto nel triangolo fra Jerez de la Frontera, Sanlúcar de Barrameda e El Puerto de Santa María. La firma Talia Baiocchi, con la prefazione di Danil Nevsky, e sono 248 pagine che coprono disciplinare, territorio, tecniche, produttori, storia, cocktail e cucina.
A chi serve
A chi ha una bottiglia dietro al bancone e non sa bene come venderla. È il vino che sta tornando nelle liste dei cocktail bar dopo decenni di assenza, e quel ritorno ha portato con sé un problema pratico: quasi nessuno, dietro al bancone, sa spiegare la differenza fra le tipologie a un cliente che chiede. Questo libro serve esattamente a quello.
Che cosa c’è dentro
Il testo ripercorre il disciplinare che regola la denominazione, la geografia dei paesi produttori, le tecniche di produzione e l’analisi dei singoli produttori, con le peculiarità di quello che ogni bodega mette sul mercato. C’è una parte storica robusta sull’evoluzione del vino e sul suo rapporto con le città, la società e l’economia della zona, e c’è la ricostruzione di come sia tornato in auge grazie alla rinnovata cultura dei cocktail. L’autrice non dimentica il posto che questo vino ha a tavola: oltre a una lista di cocktail, il volume contiene un ricettario di piatti con gli abbinamenti alle diverse tipologie.
La scheda del libro
- Autrice: Talia Baiocchi, con prefazione di Danil Nevsky
- Pagine: 248
- Edizione italiana: 2017
- Formato: 25 x 17 x 2 cm
- Peso: 0,5 kg
Perché interessa a un barman
Perché è una famiglia intera, non un prodotto solo: sotto la stessa denominazione stanno vini secchi e affilati e vini dolci e densi, con gradazioni e strutture lontanissime fra loro. In un cocktail questo significa che scegliere la tipologia sbagliata cambia il drink più di quanto lo cambierebbe passare da un gin a un altro. Sapere quale bottiglia aprire per un aperitivo secco e quale per un dopocena è competenza che si vede nella tazza e nel bicchiere, e che quasi nessun concorrente sa dimostrare.
Prendi Sherry se
Se stai costruendo una lista di aperitivi a bassa gradazione, se vuoi lavorare sul vino fortificato invece che sui soliti distillati, se ti occupi degli abbinamenti al cibo in un locale che serve anche cucina. È anche uno dei libri più utili per chi prepara un esame di settore, perché la parte sul disciplinare è ordinata e verificabile.
Come si legge
Si può leggere in ordine come un saggio, oppure tenerlo sul bancone e consultarlo per capitoli: la parte sulle bodegas e quella sugli abbinamenti funzionano bene anche prese da sole. Il formato è grande, 25 x 17 cm, quindi è un libro da tavolo e non da tasca: sta bene in ufficio o nella zona di preparazione, dove lo si apre quando serve.
Il capitolo che si rilegge
È quello sul ritorno dello sherry nei bar. Racconta un caso di studio che riguarda chiunque abbia in lista un prodotto dimenticato: un vino considerato per decenni roba da nonni è tornato nelle liste perché qualcuno lo ha rimesso dentro i cocktail e ha ricominciato a spiegarlo. La lezione non è sullo sherry in particolare, è su come si riporta in vita una categoria, e vale per il vermouth, per l’amaro e per qualunque bottiglia ferma sullo scaffale.
Domande frequenti
Sherry parla anche di cocktail? Sì, contiene una lista di cocktail oltre alla parte tecnica e storica.
Quante pagine ha? 248, in formato 25 x 17 cm.
Chi lo ha scritto? Talia Baiocchi, con la prefazione di Danil Nevsky.
Ci sono gli abbinamenti con il cibo? Sì, c’è un ricettario di piatti abbinati alle diverse tipologie.
È in italiano? Sì, è l’edizione italiana del 2017.
Per gli altri titoli c’è la guida ai libri sui cocktail.












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