Il Pineapple Spoon in due righe
È un bar spoon in acciaio inox 18/10 con finitura argento, lungo trentuno centimetri e pesante ottanta grammi. Il gambo è attorcigliato e l’estremità opposta alla coppa è sagomata a forma di ananas.
A chi serve il Pineapple Spoon
A chi miscela nel mixing glass e nei bicchieri alti, e a chi vuole un attrezzo che si distingua senza rinunciare a lavorare. Trentuno centimetri sono la lunghezza da lavoro vero: arrivano al fondo di un mixing glass pieno di ghiaccio senza che le dita scendano dentro.


La lunghezza decide tutto, e trentuno è la misura giusta
Un bar spoon corto, da venticinque centimetri, va bene in un tumbler e diventa inutile in un mixing glass da settanta centilitri: il ghiaccio arriva a metà, il cucchiaio pure, e si finisce a mescolare la superficie invece del contenuto. Il Pineapple Spoon con i suoi trentuno centimetri entra fino in fondo e lascia la mano fuori dal bicchiere.
All’estremo opposto, i modelli da quaranta centimetri risolvono qualunque profondità e diventano scomodi in un rocks, dove il manico lungo va a sbattere contro tutto quello che sta sul banco. La misura di mezzo è quella che resta in mano nella maggior parte dei servizi.
Il gambo attorcigliato non è decorazione
La spirale del gambo è il meccanismo con cui si miscela davvero. Il cucchiaio non si impugna col pugno: si tiene fra medio e anulare e si lascia girare, e la scanalatura fa da guida perché le dita restino ferme mentre il gambo ruota. È il gesto che permette di mescolare venti secondi senza affaticare il polso e senza sbattere contro le pareti.
È anche il motivo per cui un cucchiaio a gambo liscio, in mano a chi sa miscelare, sembra sbagliato: manca il binario. Sul Pineapple Spoon la spirale corre per quasi tutta la lunghezza, cioè esattamente dove le dita lavorano.
Specifiche
- Materiale: acciaio inox 18/10
- Lunghezza: 31 cm
- Peso: 80 g
- Finitura: argento
- Gambo: attorcigliato
- Estremità: sagomata ad ananas
L’acciaio 18/10, e cosa vuol dire in pratica
È la lega della posateria professionale: diciotto parti di cromo e dieci di nichel. Il cromo è quello che tiene lontana la ruggine, il nichel è quello che dà la lucentezza e la resistenza agli acidi. Su un attrezzo che passa la giornata dentro succhi di agrume è la seconda parte che conta: un acciaio più povero, alla lunga, si macchia e si opacizza a chiazze.
Il Pineapple Spoon va in lavastoviglie senza precauzioni, perché non ha placcature né rivestimenti che si possano rovinare. È acciaio nudo dalla coppa alla punta.
L’estremità ad ananas, e a cosa serve davvero
Sul bar spoon l’estremità opposta alla coppa è sempre stata un secondo mestiere: il tridente infilza le olive, il disco pressa, il martello rompe il ghiaccio. Qui la sagoma ad ananas è dichiaratamente decorativa, e conviene dirlo invece di inventarle una funzione.
Quello che fa, e non è poco, è dare peso al lato opposto alla coppa. Un bar spoon senza contrappeso tende a cadere in avanti quando lo si appoggia e a ruotare male nella mano; gli ottanta grammi distribuiti verso la punta lo tengono equilibrato, che è la ragione tecnica per cui quasi tutti i modelli hanno qualcosa in fondo.
Lavaggio e cura
Lavastoviglie senza problemi. L’unica accortezza è sciacquarlo subito dopo aver lavorato con sciroppi densi, non per l’acciaio ma perché lo zucchero secca dentro la spirale del gambo e da lì si toglie male: bisogna passarci una spazzola, mentre appena versato basta l’acqua corrente.
Domande frequenti
Quanto è lungo il Pineapple Spoon? Trentuno centimetri, la misura che arriva in fondo a un mixing glass tenendo la mano fuori.
Di che materiale è? Acciaio inox 18/10, quello della posateria professionale, con finitura argento.
Va in lavastoviglie? Sì, senza precauzioni: è acciaio nudo, senza placcature.
L’estremità ad ananas serve a qualcosa? A fare da contrappeso e a farsi riconoscere. Non è un utensile: per infilzare serve un tridente.
Per il confronto fra le lunghezze e le estremità c’è la guida ai bar spoon.
















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