Bourbon Empire in due righe
Bourbon Empire, sottotitolo Passato e futuro del Whiskey in America, è il libro con cui Reid Mitenbuler ricostruisce la storia del distillato più rappresentativo degli Stati Uniti: 402 pagine, prefazione di Antonio Parlapiano, edizione italiana del 2017.
A chi serve
A chi vende whiskey americano e vuole capire che cosa c’è davvero dietro un’etichetta. È la categoria in cui il racconto di marca pesa più che in ogni altra, con storie di famiglia, ricette segrete e distillerie di campagna stampate sulle bottiglie: sapere quanto di quel racconto regge alla verifica è la differenza fra consigliare e ripetere.
Che cosa c’è dentro
Il filo del libro è che la storia d’America e quella del suo whiskey sono cresciute insieme: un rapporto di influenze reciproche fatto di agricoltura diventata industria, di guerre, di economia e di popoli divisi. Mitenbuler segue quel filo dalla nascita degli Stati Uniti all’impulso dei cocktail, dalla formazione dei primi cartelli del whiskey alla ricerca della qualità, dalle privazioni del Proibizionismo alla ribalta delle distillerie durante il conflitto mondiale, fino agli stratagemmi del marketing globale contemporaneo e alla ricerca dell’eccellenza dei piccoli distillatori. La citazione che apre il volume dice bene di che cosa si tratta: c’è la storia, poi c’è la storia vera, poi c’è la storia di come la storia viene raccontata.
La scheda del libro
- Autore: Reid Mitenbuler, con prefazione di Antonio Parlapiano
- Pagine: 402
- Edizione italiana: 2017
- Traduzione: A. Lombardi Bom e L. Medici
- Formato: 25 x 17 x 3 cm
- Peso: 0,65 kg
La parte che cambia il modo di comprare
Bourbon Empire smonta parecchie delle storie che il settore ripete, e lo fa con documenti invece che con opinioni. Per chi compila una lista, la conseguenza pratica è concreta: si impara a leggere un’etichetta cercando i dati che dicono qualcosa e a riconoscere quelli che sono solo racconto. È una competenza che si trasferisce dritta al bancone, quando un cliente chiede la differenza fra due bottiglie che costano il doppio l’una dell’altra.
Prendi Bourbon Empire se
Se hai una sezione di whiskey americani da far crescere, se organizzi degustazioni o serate a tema, se ti interessa la storia americana quanto il bicchiere. Quattrocentodue pagine sono un impegno vero, ed è il libro da consigliare a chi già sa e vuole approfondire, più che a chi comincia da zero.
Come si legge
La scrittura è narrativa e scorre, ma la mole e il formato da tavolo, 25 x 17 cm per 650 grammi, ne fanno una lettura da casa più che da borsa. Segue l’ordine cronologico, quindi si presta alla lettura continua; i capitoli sul Proibizionismo e sul marketing contemporaneo reggono però anche se letti per primi, e sono quelli che di solito convincono a leggere il resto.
Che cosa resta dopo la lettura
Resta soprattutto un modo di guardare le bottiglie. Bourbon Empire mostra quanto della storia raccontata sulle etichette sia costruzione recente, e quanto invece regga: chi lo ha letto smette di comprare per la leggenda e comincia a chiedersi chi distilla davvero e dove. In una lista di distillati questo si traduce in scelte più difendibili davanti al cliente e, molto spesso, in un rapporto fra prezzo e qualità migliore.
Domande frequenti
Bourbon Empire parla solo di bourbon? Parla del whiskey americano in generale e della sua storia intrecciata a quella degli Stati Uniti.
Quante pagine ha? 402, in formato 25 x 17 cm.
Chi lo ha scritto? Reid Mitenbuler, con la prefazione di Antonio Parlapiano.
È in italiano? Sì, è l’edizione italiana del 2017.
È un ricettario? No, è un saggio storico: i cocktail compaiono come parte della vicenda.
Per gli altri titoli c’è la guida ai libri sui cocktail.









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