Il cartello aperto chiuso in due righe
Il cartello aperto chiuso è la targa in legno di faggio da appendere alla porta, scritta sui due lati: da una parte OPEN con l’invito a entrare, dall’altra CLOSED con un orologio in legno a lancette mobili. Lettere intagliate al laser e rialzate sul fondo, corda naturale per appenderlo.
A chi serve
A chi perde clienti sulla soglia senza saperlo. Chi arriva davanti a una porta chiusa e non capisce se il locale è in pausa, se ha finito, o se torna fra dieci minuti, non aspetta: va altrove. È l’unico caso in cui un pezzo di legno da diciannove euro difende un incasso, e nessuno se ne accorge perché il cliente perso non entra a lamentarsi.
L’orologio è la parte che lavora
Sul lato CLOSED c’è un quadrante in legno con due lancette montate su un perno: si girano con le dita e si lascia l’ora del rientro. È quello che trasforma il cartello aperto chiuso da avviso a promessa. “Chiuso” fa girare i tacchi; “chiuso, torno alle 17” fa fare un giro all’isolato e tornare, e la differenza in un pomeriggio di pausa vale parecchie volte il prezzo del cartello.

Specifiche
- Materiale: legno di faggio
- Lati: 2, OPEN e CLOSED
- Lettere: intagliate al laser e rialzate
- Orologio: quadrante in legno con lancette mobili, sul lato chiuso
- Aggancio: corda naturale
- Finitura: legno naturale, senza verniciatura
Il faggio naturale, e dove non va appeso
La collezione in legno di questo produttore è in faggio naturale lasciato senza verniciatura, per tenere la venatura a vista. È una scelta estetica che ha una conseguenza pratica: il legno nudo assorbe umidità. Il cartello aperto chiuso va appeso all’interno del vetro della porta, o sotto una tettoia, non esposto alla pioggia battente. All’aperto e bagnato il faggio ingrigisce e si imbarca, e non torna indietro.
Le scritte sono in inglese, e conviene saperlo prima
Sui due lati c’è scritto OPEN e CLOSED, non aperto e chiuso. In un cocktail bar, in un locale di città o in una zona con passaggio di turisti è la scelta giusta e non ha bisogno di traduzione. In un bar di quartiere con clientela anziana la parola italiana comunica meglio: vale la pena guardare chi entra dalla porta prima di ordinare, perché è un dettaglio che non si cambia dopo.
Le lettere rialzate e la lettura da lontano
Le scritte non sono incise dentro il legno ma tagliate a parte e incollate sopra, quindi sporgono dal fondo di qualche millimetro. Il rilievo crea un’ombra propria, e l’ombra è quello che rende il cartello aperto chiuso leggibile anche di sbieco e con poca luce, quando una scritta piatta sullo stesso colore del fondo si perde. È lo stesso principio delle insegne intagliate, in piccolo.
Manutenzione
Un panno asciutto, e basta. Il faggio senza verniciatura non va lavato con acqua né trattato con prodotti per mobili, che gli lasciano aloni scuri sulle venature. Se le lettere si scuriscono con il tempo è l’ossidazione normale del legno e non un difetto, anzi il contrasto con il fondo chiaro aumenta. La corda si può cambiare con una qualunque corda di canapa dello stesso spessore.
Domande frequenti
Il cartello aperto chiuso è scritto sui due lati? Sì: OPEN da una parte, CLOSED dall’altra. Si gira e basta.
Le lancette dell’orologio si spostano? Sì, sono montate su un perno centrale: si girano con le dita per segnare l’ora del rientro.
Si può tenere fuori dalla porta? Solo al riparo. Il faggio è naturale e non verniciato: la pioggia diretta lo rovina.
Le scritte sono in italiano? No, sono in inglese.
Come si appende? Con la corda naturale già montata, a un gancio o alla maniglia.
Si può verniciare? Si può, ma si perde la venatura a vista che è il motivo per cui il legno è lasciato nudo.
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